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DICHIARAZIONE D'INTENTI ARTICHOKE

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La situazione della formazione coreutica in Italia è un argomento che apre molti punti interrogativi, se la si confronta con il fatto che in molti Paesi dell'Unione Europea la professione di chi lavora con la danza, sia in ambito performativo che formativo, è da tempo riconosciuta istituzionalmente.

In Italia è stato deciso, progressivamente negli anni, di accorpare la regolamentazione dell'insegnamento della danza a quello delle attività sportive. Il CONI, un organismo non statale, ha evidentemente individuato nel nostro settore un possibile mercato, ma questo ha creato nel tempo una terribile confusione nell'offerta formativa coreutica sia amatoriale che professionale. E' un fatto innegabile che né il Coni, né tanto meno gli enti sportivi ad esso correlati, hanno mai avuto esperienza pregressa con la danza in quanto arte.

In una situazione sociale e culturale di grande confusione e di povertà culturale, ci rendiamo conto di quanto, soprattutto per gli allievi più giovani, possa essere difficile districarsi tra le migliaia di offerte formative presenti nel Paese.

Frequentando da anni questa condizione, sia a nostro tempo come allievi, sia ora come professionisti, siamo molto sensibili al contesto sociale e culturale che deve affrontare chiunque decida di intraprendere una formazione professionale per diventare danzatore. La maggior parte delle persone fortemente motivate, in possesso di talento, determinazione e conoscenza, attualmente è costretta a partire alla volta di altre realtà che hanno sede in paesi in cui la formazione coreutica è equiparata ad un corso di laurea, non solo per quanto riguarda la danza classica, ma anche per la danza contemporanea e di ricerca, cioè quella di cui Artichoke, nello specifico, si occupa.

Attraverso questa dichiarazione d'intenti noi intendiamo enunciare quali sono i nostri obiettivi, comunicando a tutti che a Milano abbiamo cominciato a lavorare per offrire una alternativa di qualità per potersi formare nell'ambito della danza contemporanea, nonché esprimere la nostra posizione sull'etica del lavoro in relazione alla formazione coreutica professionale.

Quello che segue potrebbe anche essere uno strumento utile per chiunque sia alla ricerca di un progetto formativo:


 

Consideriamo che in Italia non esistono formazioni private in grado di rilasciare titoli riconosciuti dallo stato equiparati a DIPLOMI o tanto meno LAUREE in danza. Questo ci sembra doveroso chiarirlo, perché non è un'informazione nota a tutti. Per questo motivo Artichoke ha deciso di chiamare ATTESTATO il documento che verrà rilasciato alla fine del biennio, per chiunque abbia frequentato il progetto completo, e non 'diploma', termine che presuppone una forma di riconoscimento legale.

 

Consideriamo che Artichoke propone un programma focalizzato sullo studio e sulla ricerca. Andare in scena, partecipare a concorsi o spettacoli non è tra le nostre priorità, sebbene sia prevista alla fine dell'anno una performance, che però viene considerata un processo didattico.

Artichoke non ha una compagnia e gli allievi che sono accolti all'interno del progetto formativo sono invitati a non partecipare ad audizioni o bandi indetti per offrire lavoro, salvo le dovute eccezioni e a meno che non siano intenzionati a lasciare la formazione, proprio perché per noi è fondamentale che tutto il tempo speso all'interno del progetto formativo sia dedicato allo studio

Consideriamo che Artichoke ha sempre operato una scelta molto ragionata su come assortire lo staff dei docenti in modo che i principi sul movimento siano condivisi da tutti e non entrino mai in conflitto tra loro. Il corpo docenti Artichoke è formato da professionisti di cui conosciamo la carriera, le idee, il metodo di lavoro, la visione sul movimento: danzatori che operano una ricerca in linea con i nostro obiettivi e che considerano l'insegnamento della danza una scelta chiara e un compito che comporta una certa dose di responsabilità.

 

Detto questo, ciò in cui crediamo fortemente è riportare centralità alla figura dell'allievo, e rivalutare quella dell'insegnante, evidenziandone il ruolo e la sua importanza nella società.

Ognuno nei propri ruoli e con le proprie responsabilità, in un luogo fisico, mentale ed energetico condiviso: obiettivi comuni, rispetto della persona e della sua identità artistica.

Artichoke si propone anche di accompagnare gli studenti anche nella progettazione di ciò che verrà dopo il biennio, attraverso la creazione di un network con le maggiori accademie europee che si occupano di danza contemporanea e di ricerca. Stiamo lavorando negli anni affinché questa rete possa diventare sempre più grande e forte, per consentire un accesso più morbido al mondo della professione e per avere un confronto reale con il livello tecnico e artistico di riferimento, richiesto ad ogni danzatore, per poter accedere con successo alle audizioni e al mercato del lavoro.

Una parte dei nostri studenti ha completato con successo la propria formazione all'estero, in contatto con un tessuto di relazioni e offerte di lavoro a cui, qui in Italia, attualmente non avrebbero avuto accesso. Siamo convinti che fidelizzare gli allievi sia una pratica dannosa per loro stessi, per gli insegnanti e per la danza, poiché la circolazione e la condivisione di saperi, scoperte e contenuti è l'unico modo che abbiamo per crescere insieme.

Ecco perché siamo felici di poter creare opportunità di scambio per tutti.

STATEMENT OF INTENT

In Italy, dance vocational training is not yet included in a proper institutional education program. This causes our country differ from what happens basically in most of the rest of the world, where being a performer is by all means an acknowledged job position, as regulated by working policies and rules as any other profession, and well integrated in the social and cultural layers of the other countries.

Suffice to say that the attempts to start up a high school of performing art, were carried out without previously conferring regulation within the wide and messy population of Italian dance teachers, and corresponding an official acknowledgment of competences and expertise that may legitimate their position as professors for vocational dance training students.


Since Italian dance has showed to have no steady grounds of existence, it has unseemly been embedded within the sport world business, garnering exposure and public recognition as a competitive show of more acrobatic than artistic skills. At the same time a great deal of confusion has aroused with regards to vocational training as soon as the Italian National Olympic Committee introduced its own dance diplomas, dispensed to dancers and dance teachers without a proper testing trial. Wisdom and common sense have gone derailed on offering the idea that competitive ballroom dancing can bring the same tag as performing arts.


Under such distressing and embarrassing circumstances, Italian teachers are aware that dance students, especially the younger, are presented with many different offers, that lure them into unethical short-time and effortless accomplishments of certificates of studies, and they may be at a loss when choosing the program that really matches with their needs.

We’ve just given a hint of the conditions that people have to face in our country, who want to undertake vocational studies in dance, and we won’t go any further on these matters, here. 


We are aware that the only perspective for those who are motivated enough is to leave the country and find other places where vocational studies in dance are included in an institutional education program, and where students achieve a seemly institutional degree, whether in ballet or in contemporary dance or choreography.

Hopes that there might be an Italian University of Dance, with a course in choreography, as much as there are many all over the rest of the world, attended by teachers and students from every place, which offers opportunities of creating and performing, and where to attain an institutional higher education degrees, are quite feeble, since at the moment this is not even a matter of political discussion.

By this public statement we want to adopt a clear and steady position as far as the work ethic is concerned with regards to performing art and consequently to higher education in dance. This statement claims no other acknowledgment than by those who have it written and subscribed, but it may serve as a reference for anyone who is looking for a training program:


FACT N. 1:
No Italian dance school or self-tagged academy, except AND (National Dance Academy in Rome) is entitled to produce any institutional diploma or certificate of any legal status. We want to bring it to light, since this information is unknown to most. 
On these premises, Artichoke states in all honesty that at the end of the program only a certificate of attendance will be produced, which is legally of no consequence, but is meant to give documentation of the attended studies. 

 

FACT N. 2:

Artichoke is not a dance company, therefore we have no job positions as a dancer to offer. Our proposal is focused on vocational training only, and is aimed to prepare the students to respond to the varied demands of today’s dance working scene, in Italy and abroad. Finally, our communication paradigm is grounded on earnestness and transparency, which includes a strong believe in and promotion of a job position under regular contract and regular payment, in a country where these conditions are hardly met.
 

 FACT N. 3:

Artichoke does not follow people of great acclaim; we do not chose our teachers on the premises that they are famous, rather on the quality of their work. Artichoke’s team are brought together on premises of mutually shared principles and compatible intents as far as movement research is concerned.  
Our partners in this project are professionals whose careers, ideas, working methods, notions on movement are broadly known to us and whose paths have met with ours.

 

Perplexity and dismay have become rife within Italian performing art field, not only because of shortage of work (or underemployment), but also due to a rampant cultural decline, lack of ideas, and missing goals. Under these circumstances, we the think it essential to rework the relationship between student and tutor, implementing our educational intents with more attention to the actual student’s needs and enhancing the tutor’s overview of the student’s potentials. 

 

To put it briefly, a student should have in mind, when about to choose to follow a course of vocational studies: that it may help him to find out, or to improve, the artistic language he feels more bent toward; that the program is thought through properly and that the staff works together on the same goals; that the program is respectful of the person’s needs all along its duration. 


We deem the choice of a vocational training to be a very important one and to give essential shape to the dancer-to be; therefore young students are encouraged to search for their innermost inspiration to suggest them the most suitable path to follow.
 
We are as yet far from providing for an institutional dance education certificate, but we can right now promise a training program, over two years, that draws inspiration from European Academies’ patterns. Despite this context is rather new, we’ve all the time had in mind the purpose of a high quality preparation for the student, highly competitive on the international field of movement research and performing arts. This is what matters most for us, and we hope that this is what matters most for you too.